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sabato 16 giugno 2012

A SCUOLA DI VOLONTARIATO: IL PATTO EDUCATIVO TRA SCUOLA FAMIGLIA E TERRITORIO



Si è concluso ieri il ciclo di incontri formativo “A scuola di Volontariato: il patto educativo tra scuola, Famiglia e territorio” organizzato dall’Associazione G.A.A.S. in collaborazione con la Rivista di Pedagogia Politica “Educazione Democratica”, tenutosi nel 1° Circolo Didattico "Nicola Parisi" di Foggia dal 19 Maggio al 16 Giugno 2012.  L’iniziativa nasce come naturale prosecuzione di un percorso sulla legalità realizzato dalla Cooperativa Sociale "Scurpiddu", di cui l’Associazione G.A.A.S. è socio fondatore, con i bambini e i genitori della scuola Parisi, negli a.s. 2010/2011 – 2011/2012, nell’ambito del PON C3 “Legali al Sud”. Il progetto, intitolato “Missione L.e.D – Legalità e Diritti”, ha condotto al recupero di un’area abbandonata del cortile della scuola, che è stata individuata dai bambini e dai loro genitori quale possibile luogo di aggregazione ludica da attrezzare a parco giochi. Il percorso formativo, che ha previsto lezioni frontali e momenti di discussione maieutica, è stato motivato per l’appunto dall’ esigenza, espressa  da adulti e bambini, di inventare nuovi luoghi e modi di aggregazione positiva per condividere spazi, pensieri ed esperienze. 
Si è fatta così strada l’esigenza di fornire ai genitori strumenti conoscitivi sulle possibili forme di organizzazione associativa e sui principali aspetti gestionali, statutari, normativi e fiscali legati al governo di un’associazione o comitato per l’autogestione del suddetto spazio ludico, cui possano far seguito ulteriori iniziative finalizzate alla crescita socio-culturale della scuola e del quartiere in cui essa è ubicata: il Quartiere Settecentesco di Foggia. 
Il fine è di rendere la scuola Parisi una “palestra” ludico-partecipativa di cittadinanza attiva, per fronteggiare sinergicamente le emergenze sociali e scolastiche sia attraverso l’organizzazione di iniziative culturali, formative, sportive ed artistiche rivolte ai bambini frequentanti la scuola e ai ragazzi dei quartieri settecenteschi, sia attraverso l’elaborazione di progetti e di interventi migliorativi degli spazi scolastici ed urbani. Fondamentale, infatti, per invertire le dinamiche di marginalità ed esclusione sociale, è la costruzione di un’ alleanza educativa tra scuola, famiglia e mondo del volontariato, un vero e proprio presidio socio-pedagogico nel quartiere che veda i cittadini riappropriarsi del concetto di “spazio pubblico” e “bene comune”, laddove ci sono solo strade insicure, scuole depredate, vuoti urbani ed aree sottoutilizzate. 
Nel corso dei cinque incontri formativi è stato approfondito tale rapporto nella prospettiva di una scuola partecipata, accompagnando i corsisti nelle differenti fasi di scelta, creazione e gestione di un organismo associativo, capace di progettare autonomamente iniziative volte a migliorare la qualità della vita scolastica e comunitaria. Sono stati quindi esplorati gli ambiti della collaborazione tra scuola e famiglia partendo dalla esemplificazione di buone prassi (banca del tempo scolastica) e di possibili azioni da realizzare insieme, in un’ottica di prevenzione di forme di illegalità diffusa e di contrasto all’emarginazione sociale ed al degrado urbano. Valore aggiunto del ciclo di incontri è stata la partecipazione  di un gruppo di minori seguiti dal Servizio Sociale del Ministero della Giustizia, a seguito di partenariato con l'U.S.S.M. di Bari, che hanno discusso insieme ai partecipanti della propria esperienza con l’ambiente scuola, di sogni nel cassetto e delle caratteristiche che dovrebbe avere “una vita vissuta bene”. Al termine del corso, i partecipanti si sono dati appuntamento a Settembre con la prospettiva di costituirsi in Comitato di genitori, quale cellula dell’Associazione G.A.A.S., capace di interfacciarsi con la scuola e con il quartiere per rivitalizzare gli spazi collettivi. L’auspicio è che il nascente comitato, come una sorta di matrioska sociale che racchiude al suo interno diversi nuclei operativi collegati tra loro e facenti parte di un unico grande corpo organizzativo, possa rafforzare l’operato del G.A.A.S. e della Cooperativa Scurpiddu nei Quartieri Settecenteschi, innalzando il livello della partecipazione di adulti e bambini alle iniziative di interesse comunitario, coadiuvando al contempo  l’operato della scuola nella costruzione di una cultura condivisa della legalità nei contesti scolastici e nell’ambiente di vita. 


Qui di seguito una piccola grande testimonianza dell'esperienza vissuta, scritta da uno dei ragazzi che hanno partecipato al corso:


"Questo corso mi ha insegnato che per comunicare con persone che hanno dei problemi devi immedesimarti in essi per capire per quale motivo sono stati spinti a fare degli errori. 
Ho imparato che si può essere sempre, ogni giorno, una persona migliore. Ho imparato a voler vivere la vita sempre al meglio e sempre con il sorriso e se la vita mette degli ostacoli non bisogna abbattersi ma bisogna superarli. Io grazie a questo corso mi sento una persona migliore e per questo voglio ringraziare le persone stupende che con me hanno percorso questo viaggio!!"

Anna la Cecilia



sabato 19 maggio 2012

Volontariato: un ponte tra scuola e territorio



Si è tenuto ieri 18 Maggio 2012, presso l’aula polifunzionale del I Circolo Didattico “Nicola Parisi”, il Convegno “La Scuola tra Terzo Millennio e Terzo Settore”, organizzato dalla scuola, dall’Associazione G.A.A.S., dal Ce.Se.Vo.Ca, dalla Cooperativa Sociale Scurpiddu e dalla Rivista “Educazione Democratica”, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia e dell’Ufficio Servizi Sociali per i Minorenni di Bari. Sono intervenuti per l’occasione Benvenuto Grillo, educatore della Cooperativa Scurpiddu e dell’Associazione GAAS, Maria Campanaro, membro del Consiglio Direttivo del Ce.Se.Vo.Ca., Alfonso Rago, Dirigente del Primo Circolo Didattico “N. Parisi”, Rosalbina Perricone, Presidente Provinciale dell’Unicef, Pino Tucci, Coordinatore del Dipartimento Minori del Ministero della Giustizia e  Antonio Vigilante, Docente e Direttore della Rivista di pedagogia politica “Educazione Democratica".
Maria Episcopo - Assessore alla Pubblica Istruzione
Giuseppe De Sabato - Dirigente dell'Ufficio Scolastico della Provincia di Foggia
Ad aprire il Convegno  i rappresentanti istituzionali nelle persone di Giuseppe De Sabato, Dirigente dell’ Ufficio Scolastico della Provincia di  Foggia e Maria Episcopo, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Foggia, che hanno celebrato gli aspetti sani ed operosi della scuola, fucina di idee e progettualità, di quella scuola inclusiva che sa aprirsi al territorio, sa lasciarsi contaminare dall’esterno e portare l’informale nel formale. Perché non esiste solo la scuola del precariato, dei saccheggi e dei tagli alle risorse. Esiste anche la scuola che non accetta di abituarsi ed assuefarsi al degrado, alla violenza ed alle mancanze. 
Occorre che le istituzioni pubbliche utilizzino meglio e di più le risorse provenienti dal terzo settore per una piena attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale” ha sottolineato De Sabato. Le associazioni di volontariato ricoprono un importante ruolo di mediazione all’interno della società in quanto si fanno portavoce delle problematiche della gente, lì dove le istituzioni non riescono per mancanza di risorse umane ed economiche. In alcuni quartieri e scuole di Foggia si è deciso di non stare a guardare ma di attivarsi per cambiare le cose tutti insieme, come ha tenuto a ricordare Maria Campanaro.

Il Dirigente della scuola Parisi con Rosalbina Perricone Presidente  Provinciale dell'UNICEF
La scuola Parisi, che nell’occasione è stata insignita del titolo di “Ambasciatrice UNICEF” da parte di Rosalbina Perricone, ha saputo collocarsi “tra” le criticità del terzo millennio e le potenzialità del terzo settore, connettendo ed avvicinando mondi, esperienze e forze, educando con l’esempio alla cooperazione, alla visione e presa in carico collettiva degli eventi, di contro all’individualismo, all’avarizia ed alla competizione. “Se il brutto genera il brutto, il bello genera il bello. Facciamo diventare le nostre scuole luoghi civili e curati perché il rispetto attirerà rispetto e la bellezza attirerà bellezza” ha evidenziato Alfonso Rago, richiamando la “teoria delle finestre rotte” di J.Q. Wilson e G. Kelling.
 “Se in un quartiere o in una scuola qualcuno spacca una finestra, e nessuno la aggiusta, è molto probabile che ben presto qualcun altro faccia lo stesso, dando così inizio ad una spirale distruttiva” – ha continuato Rago – “Restare indifferenti di fronte alle piccole trasgressioni genera omologazione e attira fenomeni di teppismo urbano”. Ricollegandosi a quanto affermato dal Dirigente, Pino Tucci ha rimarcato l’importanza di esercitare l’ autorità. “La riparazione è necessaria. Non per esercitare il dominio su un altro essere umano ma per ricucire il patto comunitario inter-rotto dall’ atto illecito. Per ripristinare con la società i circuiti di fiducia e di appartenenza spezzati con la trasgressione alla norma sociale.  Per fare un percorso insieme affinché il reo  possa riflettere sul senso e sulle conseguenze di quell’agito”. 


A chiudere il Convegno, aprendo nuovi interrogativi,  è stato Antonio Vigilante che ha dispiegato il suo intervento intorno alla domanda “Chi educa?”, mettendo in luce l’atteggiamento di delega delle funzioni educative che spesso la famiglia ha nei confronti della scuola e viceversa.  Non è forse vero che tutti educano tutti? Questa domanda provocatoria ha aperto nuovi scenari nel muro della visione monolitica dell’educazione, laddove la scuola rappresenta soltanto un pezzo di “cultura”. Per giungere alla consapevolezza che è la città il luogo in cui ci si educa, con tutte le sue "subculture", i suoi saperi, le sue esperienze, le sue credenze, i suoi miti, la sua gente. La sfida è quella di pensare ad una “scuola politica” in cui ogni problema è di tutti e va affrontato insieme. 



Tutti i luoghi, anche quelli chiusi, sono educativi” -  ha concluso Vigilante – “nel momento in cui si aprono ed hanno la polis come orizzonte”.  Dopo aver svolto le funzioni di moderatore, Benvenuto Grillo ha sollecitato i docenti a continuare a credere in questo percorso condiviso di ricerca dell’interesse sociale collettivo, invitandoli al Ciclo di incontri formativo “A scuola di Volontariato: il patto educativo tra scuola, famiglia e territorio” che si terrà dal 19 Maggio al 16 Giugno presso la scuola Parisi, per promuovere la nascita di un’associazione di genitori. 

Anna la Cecilia – G.A.A.S.

mercoledì 7 marzo 2012

Primo Circolo Didattico "N.Parisi": ciclo di incontri per la nascita di un'associazione di genitori



Primo incontro con i genitori della Scuola "N.Parisi"
Martedì 28 Febbraio e Martedì 06 Marzo 2012, alle ore 16.30, presso l’aula Polifunzionale del Primo Circolo Didattico "N.Parisi", si sono svolti due incontri con le mamme ed i papà degli alunni che frequentano la scuola, per la futura nascita di un’associazione di genitori. Un'occasione per crescere come adulti, cittadini e genitori, in funzione del benessere dei bambini e della collettività.
L’iniziativa nasce a seguito del progetto Pon C3 “Missione L.e.D.: Legalità e Diritti”, finanziato dal Miur e dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”, che ha condotto alla riprogettazione partecipata degli spazi aperti della scuola, migliorandone l’aspetto estetico, la funzionalità e l’utilizzo a partire dalle suggestioni lanciate dai bambini. 
Durante il progetto è stata bonificata un’area chiusa, degradata ed inutilizzata del cortile, individuata da adulti e bambini quale possibile spazio di aggregazione ludica. L'intento che si prefigge la scuola è quello di offrire un servizio ricreativo gratuito ed autogestito dai genitori capace di dare risposte adeguate ai bisogni di sicurezza, svago e relazione espressi dalle famiglie.
 Tale area, infatti, allestita a parco giochi, consentirebbe ai bambini di giocare in un luogo sicuro e circoscritto, ed ai genitori non solo di socializzare tra loro e riscoprire il senso di appartenenza ai luoghi, abitati da relazioni, da legami di fiducia e reciproco rispetto, ma anche e soprattutto di restituire loro una percezione di sicurezza maggiore rispetto all’esposizione dei propri figli ai pericoli della strada, fuori dal controllo di occhi adulti.
Ciò in considerazione della pressochè totale mancanza di luoghi di ritrovo e svago, dell’alta percentuale di microcriminalità presente nei Quartieri Settecenteschi, dell’assenza di una rete solidale di protezione e dell’impossibilità economica di alcuni genitori di iscrivere i propri figli presso strutture ricreative. 
La cooperativa Scurpiddu, che insieme ai tutor della scuola ha gestito il progetto sulla legalità, ha già individuato un bando per il finanziamento di interventi strutturali a sostegno dell’educazione, dello sport e della socializzazione, cui si intende partecipare insieme alla nascente associazione per l’acquisto di strutture ludiche necessarie ad allestire il parco giochi.

Gli educatori della Cooperativa Scurpiddu ed il tutor scolastico
Durante i primi due incontri, dopo aver manifestato la piena disponibilità da parte del Dirigente scolastico ad aprire la scuola in orari extrascolastici e degli operatori della Cooperativa Scurpiddu ad accompagnare il processo di start up del gruppo, è stata prospettata ai presenti la differenza tra un comitato ed un’associazione di genitori, evidenziando i benefici cui potrebbe portare una reale e non burocratizzata cooperazione tra scuola, famiglie e territorio, in termini di ampliamento dell'offerta formativa, di coerenza e corresponsabilità educativa nonchè di miglioramento della qualità della vita della comunità scolastica e  civile.
Il fine è di rendere la scuola “N.Parisi” uno dei principali catalizzatori delle attività giovanili nei Quartieri Settecenteschi, incrementando la partecipazione e la socializzazione degli adulti intorno ad iniziative ludiche, artistiche, culturali, sportive, educative e formative riferibili sia  ai ragazzi in età scolare e della scuola materna, sia agli adulti. Il secondo incontro si è concluso con la raccolta delle adesioni dei genitori interessati ad intraprendere quest’avventura educativa e con l’invito a partecipare al terzo incontro di coordinamento che si terrà Martedì 20 Marzo alle ore 16.30 presso l’aula Polifunzionale dell’istituto.
Tutti i genitori interessati e tutti i residenti dei Quartieri Settecenteschi, anche coloro che non hanno figli iscritti alla scuola “Parisi” ma che hanno a cuore il futuro dei propri figli e della propria città, sono invitati a partecipare.
Qui di seguito la presentazione multimediale intitolata "Verso un'educazione comunitaria: educare educandosi" che è stata oggetto di discussione durante il secondo incontro. 

Anna la Cecilia





giovedì 15 dicembre 2011

FOGGIA: NATALE IN CASA PARISI...PER LA LEGALITA'

Si terrà Domenica 18 Dicembre 2011 nel cortile del I Circolo Didattico "Nicola Parisi", a partire dalle ore 09.30, la festa dell’Open Day organizzata dalla scuola, come ogni anno, per celebrare la ricorrenza del Natale e condividere con i genitori e l’intera cittadinanza la propria offerta formativa. La giornata prevede l’allestimento di un mercatino di beneficenza con la vendita del giornalino scolastico “Il Gessetto colorato”, la sfilata delle Majorette, accompagnate dalla banda della scuola secondaria di primo grado “F. De Santis”, la lotteria, la pesca di beneficienza (i cui proventi verranno destinati all’Unicef che da poco ha sede all’interno della scuola) ed il concerto di Natale con il  coro “I cantanote del Parisi”. Nell’occasione verranno illustrati i risultati del Progetto “Missione L.e.D. – Legalità e Diritti”, realizzato in gemellaggio con l'Istituto Comprensivo di Carapelle, nell’ambito del Pon C3 “Le(g)ali al Sud: un progetto per la legalità in ogni scuola”, finanziato dal MIUR e dalla “Fondazione Giovanni e Francesca Falcone”. 
Il progetto, articolato in due moduli intitolati rispettivamente  “La scuola che vorrei” ed “Il Quartiere che vorrei”, è stato gestito dalla Cooperativa Sociale Scurpiddu che si è avvalsa del prezioso contributo dell’A.T.S. "InRelazione" e dell’Associazione "G.A.A.S.".
Promuovere processi educativi mirati a far crescere nei bambini, e soprattutto nelle famiglie, la consapevolezza del potere e del ruolo trasformativo che ogni individuo ha nel processo di crescita culturale e sociale di una società civile è stata la Mission del progetto, che risulta essere ancora più gravosa se si considera il territorio in cui agisce la scuola Parisi: i Quartieri Settecenteschi di Foggia. Periferia Centrale della città, l’area è caratterizzata da un elevato degrado socio-urbanistico e da un’alta percentuale di micro-criminalità. Negli ultimi mesi la scuola è stata vittima di ben 11 furti e numerosi atti vandalici che hanno provocato danni ingenti all’Istituto scolastico. 
Alla luce di ciò diventa ancor più rilevante la partecipazione incisiva di adulti e bambini che, lungi dal subire passivo e dall’abitare indifferenti un luogo, hanno scelto di protestare contro gli  atti distruttivi occupando creativamente e collettivamente uno spazio che è prima di tutto rivendicazione del proprio diritto di partecipare alla gestione dei problemi della scuola e del quartiere. Oltre agli interventi tangibili di trasformazione del cortile dell’istituto, infatti, il risultato più significativo del progetto è stata la riappropriazione, da parte dei bambini e dei genitori, di un non-luogo, di uno spazio abbandonato della scuola. L’auspicio è di far sì che questo spazio possa essere autogestito da un nascente comitato di quartiere. Il Dirigente scolastico, Dott. Alfonso Rago, è entusiasta dell’idea che verrà presentata alle istituzioni. I bambini hanno lasciato il loro “segno” anche nella Piazza Medaglie D’Oro, adiacente all’edificio scolastico, realizzando un cartello con trascritti i comportamenti che ogni cittadino dovrebbe tener per tutelare i “beni comuni”, che verrà collocato nella piazza durante l'Open Day.
L’evento, oltre alla socializzazione con la cittadinanza dei risultati del progetto, prevede la visione di un piccolo foto-documentario del percorso di progettazione partecipata realizzato dai bambini e di un video-spot realizzato da Sergio Grillo, titolare della "FOG Produzioni Video".  Verrà allestito, inoltre, un “albero dei desideri” sul futuro della scuola e del quartiere, che i bambini decoreranno con dei bigliettini contenenti i loro sogni. L’albero verrà poi esposto in Piazza Medaglie D’Oro. La scuola Parisi intende porsi quale centro di promozione culturale-relazionale ed organismo di mediazione sociale funzionale al raccordo tra le famiglie ed il territorio, cementando l’alleanza comunitaria contro infiltrazioni criminose ed illegali, attraverso la cooperazione tra insegnanti, alunni, genitori, istituzioni e terzo settore per il raggiungimento del benessere collettivo.




Qui di seguito il servizio realizzato da TGNORBA24 con le interviste ai partecipanti al progetto "Missione L.e.D", andato in onda il 24 Dicembre 2011. Buona visione!




Anna la Cecilia

lunedì 5 dicembre 2011

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARAPELLE: MANIFESTAZIONE CONCLUSIVA DEL PON C3 "LEGALI AL SUD"


Vivere in legalità” è esperienza quotidiana di condivisione, ascolto reciproco e rispetto del bene comune. 

Ma è anche il titolo del progetto realizzato nell’Istituto Comprensivo di Carapelle, in gemellaggio con il I Circolo Didattico N. Parisi di Foggia, nell’ambito del PON C3 “Leg(ali) al Sud: un progetto per la legalità in ogni scuola”, finanziato con i Fondi Sociali Europei. 
Ideatore e partner attuatore del progetto la Cooperativa Sociale Scurpiddu, in collaborazione con i tutor interni delle rispettive scuole, l’architetto colombiano Francisco Cabanzo, membro dell’A.T.S. "InRelazione" e l’Associazione "G.A.A.S." – Gruppo di Azione e Animazione Sociale.
Mercoledì 7 Dicembre 2011, a partire dalle ore 16.30, nel cortile dell’Istituto Comprensivo di Carapelle in Via G. Garibaldi n. 37, di fianco alla stazione dei carabinieri, si terrà la manifestazione finale del progetto, articolato in due moduli da 50 ore, nel corso della quale verranno presentati i lavori di trasformazione del cortile della scuola realizzati dai “costruttori di legalità” a seguito di un lungo percorso di “progettazione partecipata” svolto insieme a genitori, architetti e  maestri. 


Le azioni intraprese, che hanno visto un’ampia partecipazione di mamme e papà, sono il risultato di un’attenta analisi dei bisogni/desideri degli alunni della Scuola Primaria e delle criticità presenti nel cortile. Il materiale realizzato dall’”equipe dei piccoli professionisti”, contenente le foto e le riflessioni sui pericoli e sullo stato di degrado del cortile, che non consente l’utilizzo dello stesso per lo svolgimento di attività didattico-ricreative all’aperto, è stato consegnato al Sindaco di Carapelle.
 La Scuola, la Cooperativa Sociale Scurpiddu e l’A.t.s. InRelazione hanno quindi stipulato con il Sindaco un patto sociale che prevede l’impegno, da parte di quest’ultimo, di contattare le ditte di costruzione locali per eseguire i lavori di messa in sicurezza del cortile della scuola. Tali imprese diventeranno lo sponsor di un’azione di ristrutturazione del cortile, a completamento della restante parte dei lavori irrealizzati per l’insufficiente disponibilità economica rispetto alle esigenze emerse. 
Nel secondo modulo, inoltre, i bambini hanno effettuato un’analisi sociale su Carapelle intervistando i residenti sulla qualità della vita del territorio, al fine di delineare una mappatura narrata degli elementi che ostacolano il “vivere in legalità” e ricercare insieme azioni in grado di migliorare la vivibilità dei cittadini.
Durante l’evento finale, oltre all’allestimento di un piccolo buffet, verrà presentato un piccolo video che mostrerà le varie fasi del processo di riprogettazione del cortile, con le idee pensate e realizzate dai bambini.
Si auspica la presenza degli organi di stampa, sia dei quotidiani che delle televisioni, in quanto i bambini svolgeranno anche la funzione di addetti stampa per spiegare ai giornalisti l’importanza del percorso educativo effettuato.

La legalità non è certo un gioco da ragazzi ma la si può comprendere, imparare insieme, provando a coniugare le regole della democrazia e della convivenza civile con sogni e mani di bambino. 


Anna la Cecilia


martedì 15 novembre 2011

PROGETTO LEG(ALI) AL SUD: I BAMBINI VISITANO I BENI CONFISCATI ALLA MAFIA


Il concetto di “legalità” non può essere insegnato ai bambini solo con le belle parole  o imparando a memoria la costituzione. Va appreso insieme, sul campo, attraverso l’esempio, la pratica, l’esercizio della cittadinanza attiva, lo sforzo comune che “lega” scuola, istituzioni, famiglia e terzo settore in un vasto raggruppamento di persone unite dal comune interesse di difendere i reciproci diritti ed i beni comuni, continuamente minacciati dall’illegalità diffusa.
Ed è in questa prospettiva che si colloca la visita guidata a tre terreni confiscati alla mafia nel cerignolano, tenutasi Lunedì 14 Novembre 2011, da parte degli alunni e delle famiglie del I Circolo Didattico “N.Parisi” di Foggia e dell’”Istituto Comprensivo” di Carapelle, gemellate nel progetto PON C3 “Leg(ali) al Sud: un progetto per la Legalità in ogni scuola”, giunto al suo secondo ed ultimo modulo.
Il progetto, ancora in corso, gestito dalla Cooperativa Sociale Scurpiddu, con la collaborazione dell'architetto Francisco Cabanzo, membro dell'A.T.S. "InRelazione", ha visto la riprogettazione degli spazi comuni della scuola e del quartiere limitrofo ad essa, nell’ottica di un’azione educativa concreta capace di incarnare i concetti di cura, difesa e responsabilità di quanto deciso e costruito insieme, di ciò che è patrimonio inalienabile della collettività. Perché legalità è sforzo, fatica, voglia di “sporcarsi le mani” insieme. Ed è quanto hanno fatto i bambini nel PON e nella gita culturale a Cerignola, inserita nel progetto, cui hanno preso parte 70 persone tra bambini, docenti e genitori delle due scuole, accompagnati anche da Mimmo Di Gioia, coordinatore provinciale di “Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

La giornata è cominciata con la visita al terreno situato in contrada Toro e coltivato ad oliveto, intitolato a “Francesco Marcone”, Direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia, ucciso da mani mafiose il 31 Marzo del 1995, terreno affidato in gestione nel Giugno 2010 alla Cooperativa Sociale “La Pietra di Scarto”.
Adiacente al terreno una grande riserva d’ acqua per l’ irrigazione dei campi ed un magazzino di circa 150 mq, tutto murato in cemento armato, provvisto al suo interno di scale di ferro conducenti verso delle piccole finestrelle scavate nel muro, da cui gli uomini di mafia controllavano il territorio circostante.
Ad accoglierci il presidente Pietro Fragasso e Don Pasquale, parroco di Cerignola, che hanno spiegato ai bambini, con parole semplici, il concetto di “mafia”, organizzazione di persone che si riuniscono per raggiungere un obiettivo, per dominare gli uomini calpestando leggi, diritti e libertà.
 “Gli alberi di ulivo che popolano questo campo, non producono solo ossigeno, lavoro, olio ed olive ma, cosa più importante, partoriscono memoria dalle terre liberate alla mafia, ogni albero è il ricordo del riscatto di tutte quelle persone che hanno sofferto per colpa della mafia. Questo terreno è di tutti voi e di quanti lottano per il bene della libertà”, ha sottolineato Fragasso, facendo poi riferimento alla Legge 109/96 sull’esproprio dei beni dei mafiosi per il loro riutilizzo a fini sociali. Don Pasquale ha esortato i bambini a combattere sin da piccoli gli atteggiamenti e la mentalità mafiosa, le prepotenze, le minacce e gli atti di bullismo che spesso infestano le scuole. Poi ha continuato il suo discorso sollecitando i presenti a fare antimafia sociale. “L’antimafia sociale è la creazione di un gruppo di persone che, in contrapposizione al gruppo mafioso, ha il coraggio di riunirsi e denunciare le sopraffazioni, rinunciando all’atteggiamento omertoso del “farsi i fatti propri”.
Il percorso è proseguito con la visita a “Villa S.Luigi”, situato in contrada Ripalta, in posizione strategica vicino all'autostrada, primo bene confiscato nella provincia di Foggia, gestito dal 2000 dall’Associazione di Volontariato “Emmanuel”, nata nel 1986 da un gruppo di ex tossicodipendenti. A riceverci  un uomo uscito dal tunnel della droga che è riuscito a fare del suo inferno personale un paradiso per gli ultimi. Superato il cancello una  piscina con trampolino cattura gli sguardi dei bambini. Vicino alla piscina una grande costruzione in legno, edificata dai mafiosi sul modello delle baite di montagna del nord ed utilizzata per i grandi summit internazionali, ossia per gli incontri tra i boss mafiosi ai vertici dell’organizzazione criminale. Oggi, dopo i lavori di ristrutturazione e la costruzione di un  campo di calcio, è un centro autofinanziato di animazione e socializzazione per disabili e ragazzi che vivono un disagio sociale. Le pareti della baita macchiata di sangue riprendono i colori della vita con le foto dei campi estivi che ogni anno si tengono in questo luogo, affisse sulle pareti. Dopo aver giocato a calcio e pallavolo le due scuole hanno pranzato all’ ex orfanotrofio “Opera Pia Monte Fornari”, da un anno Laboratorio Urbano “ExOpera - luogo dato al publico estro”, realizzato e co-finanziato dalla Regione Puglia, nell’ambito del progetto "Bollenti Spiriti" e dal Comune di Cerignola. Alle 15.00 i bambini sono giunti all’ultima tappa di questo “viaggio nella legalità”: un bene confiscato alla mafia nel 2008 e consegnato alla Cooperativa Sociale “Alter Eco” nell’Agosto del 2011, sito in contrada Scarafone.

Il terreno non ha ancora un nome ed essendo stato dato in gestione da poco è ancora in corso di trasformazione. Un tempo era la residenza dell’esecutore materiale degli omicidi di mafia, condannato a 5 ergastoli nel maxi processo “Cartagine”. Veniva utilizzato, inoltre, come discarica abusiva di rifiuti edili. Dopo la confisca il bene è stato completamente vandalizzato e numerosi volontari  hanno offerto il loro lavoro gratuito per realizzare la “prima vendemmia della legalità”, pulire il sito, separare e differenziare i vari materiali sparsi disordinatamente sull’asfalto. A testimoniare il duro lavoro svolto dai volontari provenienti da tutta Italia, una grande piramide  di pedane in legno e di mattoni vari si erge fiera e nobile nel silenzio di campi sterminati. I ragazzi della Cooperativa hanno in mente di realizzare una fattoria didattica per destinare i 7 ettari di terreno ed i 40 alberi di ciliegio a fini educativi, coinvolgendo le scuole nelle attività di realizzazione dei prodotti  agroalimentari. A coronare la giornata, l’allegra semina dei piselli realizzata dai bambini in tre letti di terreno, predisposti dagli operatori della cooperativa “Alter Eco”, con l’auspicio del Coordinatore provinciale di Libera, Mimmo Di Gioia, di “coltivare dentro di sé, sin da piccoli, la cultura della legalità e di veder crescere i suoi semi in ogni gesto e comportamento.”
Mettere le ali ai legami sociali, legando sogno e concretezza, non è solo una chimera se adulti e bambini seminano rispetto, cura e fiducia nel futuro, se tutti insieme lottiamo ad aneliamo all’ affrancamento dai soprusi e dalle ingiustizie.

Perché “Leg(ali) al sud” è un imperativo possibile.


Anna la Cecilia

sabato 28 maggio 2011

PROGETTO "LEG(ALI) AL SUD": CONCLUSO IL PRIMO MODULO "IL CORTILE CHE VORREI"

Avvicinare i bambini ai grandi temi sociali della “legalità”, della “partecipazione condivisa” e della “progettazione partecipata” non è un compito facile.
Educare alla legalità è una “missione” collettiva che necessita del lavoro sinergico tra le famiglie, il mondo della scuola, il terzo settore e l’associazionismo quali parti attive e propositive nella pratica e promozione della cittadinanza attiva e quindi della legalità.
Questo principio di cooperazione ha guidato il percorso di progettazione partecipata per la trasformazione dei cortili scolastici e degli spazi urbani degradati, intitolato “Missione L.e.D. – Legalità e Diritti”, realizzato nel I Circolo Didattico “Nicola Parisi” di Foggia, in gemellaggio con l’Istituto Comprensivo di Carapelle, nell’ambito del progetto PON 2007/2013- C3 FSE 2010/1094/959 “Leg(ali) al Sud: un progetto per la legalità in ogni scuola”, finanziato con i Fondi Sociali Europei.  Partner attuatore del progetto è la Cooperativa Sociale Scurpiddu, in collaborazione con l’architetto colombiano Francisco Cabanzo, membro dell’A.T.S. InRelazione, l’Associazione G.A.A.S. ed i tutor interni delle rispettive scuole. A conclusione del I Modulo “Il cortile che vorrei” stamani, 28 Maggio 2011, presso l’aula polifunzionale della scuola N. Parisi, è stato presentato il lavoro svolto dagli alunni attraverso l’allestimento di una mostra con i disegni ed i report fotografici realizzati dai bambini per rilevare le criticità del cortile, da cui partire per migliorarne la funzionalità, l’aspetto estetico e l’utilizzo, e la visione di un video documentante il processo di trasformazione.
Dopo la consegna degli attestati di partecipazione ai piccoli progettisti è stato possibile visionare con i genitori il plastico della scuola, realizzato dai bambini con l'esperto internazionale, e gli interventi tangibili di riprogettazione del cortile pensati e realizzati dai bambini che, nello specifico, hanno riguardato la costruzione di un orto scolastico, la pittura delle pareti del cortile chiuso ed inutilizzato della scuola, adiacente all’ex Gil di via Matteotti, e la decorazione dei vasi della scuola, decorati con la tecnica del decoupage.

Nel rispetto ed in piena attuazione degli articoli 12 e 13 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia, che sottolineano da un lato il diritto del bambino ad esprimere la propria opinione sulle questioni che lo riguardano direttamente, dall’altro il suo diritto a partecipare attivamente alla vita sociale e scolastica, il progetto ha visto i bambini  protagonisti attivi del cambiamento, lanciando un messaggio importante alla società civile.
Il dirigente scolastico della scuola Parisi, Alfonso Rago, durante l’incontro di restituzione dei risultati del progetto PON, ha elogiato il lavoro degli alunni e delle partnership, invitando i genitori ad una partecipazione più attiva e costante alla vita scolastica dei propri figli, abbracciando in pieno lo “spirito partecipativo” del progetto. «La risposta alla violenza è la fantasia, la gioia e la creatività che i bambini hanno dentro; permettere ai bambini di manifestare le loro idee e cooperare tutti insieme affinchè sia possibile realizzarle, sono le nostre armi contro l’illegalità».
Con queste affermazioni Rago ha voluto lanciare quel monito che tutti noi dovremmo cogliere, specie se la scuola è quotidianamente presa di mira da atti vandalici, come è accaduto recentemente proprio alla Scuola Parisi che, in soli otto giorni, ha subito ben tre furti con scasso e sottrazione di materiali fondamentali per la formazione e la crescita degli alunni.
Il Presidente della Cooperativa Scurpiddu, Benvenuto Grillo, ha sottolineato che “questo progetto intende gettare nel mondo dei bambini quei semi di legalità che contribuiranno alla formazione di cittadini responsabili e rispettosi del “bene comune”.” I bambini, infatti, proprio come le piante messe a dimora nell’orto scolastico, sono tenere piantine che crescono nella direzione della legalità solo se hanno solide radici sociali, inserite in reti solidali capaci di convogliare l’energia creativa verso azioni concrete in cui possano identificarsi e di conseguenza mobilitarsi per la loro difesa.
 L’incontro si è chiuso invitando i genitori a collaborare attivamente nella cura e gestione degli spazi ripensati dai bambini, definendo le condizioni che consentiranno loro di utilizzare il cortile della scuola in orario extrascolastico insieme ai loro figli che, in mancanza di spazi di aggregazione, solitamente trascorrono il loro tempo in strada.
Il secondo modulo “Giochiamo a trasformare il Quartiere”, che partirà agli inizi di Ottobre, vedrà i bambini delle due scuole impegnati in azioni di trasformazione di aree degradate limitrofe ai rispettivi istituti scolastici.
Sarà dunque interessante, soprattutto a Foggia, vista la situazione dei Quartieri Settecenteschi, in cui è ubicata la scuola “N. Parisi”, sperimentare percorsi partecipati che vedano la scuola inserirsi a pieno titolo nel processo di Rigenerazione Urbana in atto nei Quartieri Settecenteschi, quale valore aggiunto capace di rileggere la città con gli occhi puliti e visionari dei bambini. L’aspettativa maggiore è quella di rendere il quartiere un luogo sempre più vissuto e sicuro per tutti che, a partire dalle suggestioni lanciate dai bambini, coinvolga sempre più adulti, giovani e bambini nella partecipazione alla vita sociale del quartiere, nell’ autogestione degli spazi pubblici (vigilanza e cura condivisa del quartiere) e nella riprogettazione/riorganizzazione dei tempi e degli spazi collettivi di convivenza.
 Legalità e legame sociale, del resto, sono due facce di una stessa medaglia.

Anna la Cecilia - Cooperativa Sociale Scurpiddu
Nico Baratta - G.A.A.S.


Qui di seguito il video con le foto che documentano il percorso di progettazione partecipata con  i bambini:





sabato 21 maggio 2011

LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA CON I BAMBINI AL I CIRCOLO DIDATTICO "N. PARISI" DI FOGGIA E ALL' ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARAPELLE

Progetto "Missione Le.D - Legalità e Diritti" - La scuola che vorrei
I Circolo Didattico"N.Parisi"

“Art.12 Convenzione ONU Diritti del bambino: “Il fanciullo ha il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa”.
La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia sancisce il dovere da parte degli organi dello stato di ascoltare, informare e coinvolgere i bambini nelle questioni che li riguardano direttamente. Ogni bambino ha il diritto di contribuire alla decisioni adottate nella propria scuola (art.12), di esprimere la propria opinione sulla scuola o città che vorrebbe (art.12), di crescere nella legalità (art. 29, 32-33), di partecipare attivamente alla vita scolastica e sociale(art.13), di incontrare amici e giocare (art.31).
Ad ogni diritto corrisponde un dovere,  inteso come forma di tutela dei propri e degli altrui diritti. Il rispetto delle regole-doveri da parte dei bambini è direttamente proporzionale al rispetto da parte degli adulti dei diritti enunciati dalla Convenzione ONU. In quest’ottica, l’ educazione alla legalità presuppone una relazione di reciprocità in grado di restituire al bambino lo status di soggetto di diritto oltre che di soggetto competente. Partecipare alla trasformazione del proprio contesto di vita con il fare, il pensare, il progettare insieme è dunque il fondamento indispensabile per la co-costruzione del senso di appartenenza e di responsabilità verso gli altri e verso l’ambiente.
Partire dalla voce e dai sogni-bisogni dei bambini, assumendo i loro diritti quale parametro per un ripensamento sostenibile degli  spazi comuni, è appunto la “filosofia” che ha guidato il progetto PON C3Leg(ali) al Sud: un progetto per la legalità in ogni scuola”, finanziato con i Fondi Sociali Europei, presentato dal I Circolo Didattico "N.Parisi" di Foggia e dall'Istituto Comprensivo Statale di Carapelle.
Pulizia del cortile - Istituto Comprensivo di Carapelle - Fg
Progetto "Vivere in Legalità" - Per una scuola diversa
Il progetto sulla legalità è rivolto agli alunni delle classi II e III ed è incentrato sulla sperimentazione della “progettazione partecipata” con i bambini quale  strumento di espressione e valorizzazione delle loro idee per  trasformare i luoghi da loro vissuti quotidianamente, migliorandone l’aspetto estetico, la funzionalità e l’utilizzo.
In linea con le raccomandazioni delle Nazioni Unite e dell’ Agenda 21, il percorso progettuale è articolato in due moduli, il primo incentrato sulla riprogettazione del cortile scolastico, il secondo, che partirà ad Ottobre, sulla trasformazione di uno spazio urbano degradato o inutilizzato nelle immediate vicinanze della scuola.
Partner attuatore del progetto è la Cooperativa Sociale Scurpiddu che opera da circa tre anni nel territorio di riferimento della Scuola Parisi, attraverso azioni di animazione di strada e mediazione sociale finalizzate allo sviluppo di processi partecipativi e di integrazione socio-istituzionale. Il progetto, inoltre, si è avvalso della preziosa collaborazione dei tutor interni delle due scuole, dell'Associazione G.A.A.S. e dell’Architetto colombiano Francisco Cabanzo, figura professionale in possesso di notevoli esperienze di progettazione partecipata in ambito internazionale, membro dell’Associazione Temporanea di Scopo InRelazione, di cui la Cooperativa Scurpiddu è socio fondatore.
La sperimentazione, partita nel Gennaio 2011 con il primo modulo “Il cortile che vorrei – giochiamo a trasformare la scuola”, ha appena concluso la sua prima fase. Nel corso di questi quattro mesi i bambini hanno effettuato diversi sopralluoghi in cortile per registrare ed analizzare con occhi critici le aree all’aperto della scuola. 
"Professionisti per gioco" - I Circolo Didattico N. Parisi - Foggia
Mappa delle emozioni - Scuola N. Parisi - Foggia
Suddivisi in gruppi di esperti (fotografi, video-maker, intervistatori e disegnatori) sono andati alla scoperta del bello e del brutto, degli spazi inutilizzati da potenziare o degradati da riqualificare, avendo come principio guida il diritto del bambino a vivere in un luogo bello, pulito, giocoso e sicuro.
Dopo aver identificato gli spazi da trasformare, in risposta a determinati problemi o bisogni emersi, i piccoli progettisti hanno realizzato il plastico della scuola che ha permesso di verificare, collocare e negoziare le idee proposte dai bambini, attraverso la tecnica del Planning for Real. 
Planning for Real - I Circolo Didattico N. Parisi - Foggia
Le idee progettuali finali, votate democraticamente dai bambini, hanno visto la realizzazione di piccole azioni concrete di trasformazione e riappropriazione creativa dello spazio collettivo, a partire dalla selezione di 4 aree tematiche: verde/ambiente-arredi urbani- gioco-segnaletica. 
Ortobello dei Sogni - I Circolo Didattico N.Parisi - Foggia
La piantumazione degli ortaggi - I Circolo Didattico N.Parisi - Foggia
La pittura dei vasi - I Circolo Didattico N. Parisi - Foggia
A conclusione dei lavori, a cui hanno preso parte anche i genitori dei bambini, Sabato 28 Maggio, a partire dalle ore 10:30,  presso la Scuola Parisi di Foggia, si terrà un incontro per la restituzione alla cittadinanza di quanto realizzato.
L’evento, oltre all’allestimento di una mostra con le foto ed i disegni dei bambini, prevede l’ organizzazione di tavoli di negoziazione per la stipula di “patti sociali”per il proseguo nel tempo del progetto e per la  definizione delle condizioni che consentiranno, a bambini e abitanti del Quartiere, di usare il cortile della Scuola in orario extrascolastico.
La verniciatura dei muri del cortile chiuso adiaciente all'ex-Gil - scuola Parisi 
La casetta degli uccelli - Istituto Comprensivo di Carapelle - Fg
La progettazione partecipata è una grande occasione di cittadinanza sul campo per i bambini e di acquisizione di concetti quali legalità, impegno, responsabilità, cura e interesse del proprio contesto di vita. Partecipare alla progettazione dell’ambiente nel  quale i bambini vivono è una grande risorsa educativa, è un modo per conoscere il territorio e formare il proprio spirito critico, la propria capacità di formulare idee e proposte in dialogo maieutico con altri soggetti coetanei ed adulti. Educare alla cittadinanza partecipata ed alle pratiche democratiche significa educare alla legalità, diffondere la cultura dei valori civili del rispetto, della solidarietà responsabile e della sicurezza, valori che vanno conquistati e protetti. Significa fare un lavoro di “prevenzione educativa” che formi le coscienze fin dall’infanzia, tras-formando di riflesso anche quelle degli adulti, permettendo il necessario passaggio dal subire passivo al partecipare incisivo, dall’abitare indifferenti un luogo allo stare insieme creativo e trasformativo. Il progetto intende gettare le basi per lo sviluppo di un concetto più dinamico e costruttivo di “sicurezza urbana” che, da forma di repressione, diviene risorsa da costruire insieme, creando gli spazi e le condizioni per dar vita ad una comunità interrogante, a partire dall’esempio e dalle capacità visionarie dei bambini.  La cura e la responsabilità civica verso la propria scuola ed il proprio territorio, può avere luogo solo se ci si riconosce in essi, se la voce dei bambini diventa coro polifonico che insieme alla voce degli adulti amplifica il senso di appartenenza alla propria comunità. 

Anna la Cecilia

martedì 19 ottobre 2010

U.S.FOGGIA-G.A.A.S: CERIMONIA DI CONSEGNA DELLE DIVISE DEL FOGGIA CALCIO AI BAMBINI DEI QUARTIERI SETTECENTESCHI



Si è svolta ieri 18 Ottobre 2010, nella sede del G.A.A.S., la cerimonia di consegna da parte del Foggia Calcio di materiale ed abbigliamento sportivo per i bambini dei Quartieri Settecenteschi che si iscriveranno alla scuola calcio dell’U.S. Foggia, per la formazione del nuovo settore giovanile.
Alla cerimonia hanno preso parte Gianni Cagiano, responsabile del progetto “Scuola Calcio U.S. Foggia”, Peppino Pavone, storico direttore sportivo dell’ U.S. Foggia, i ragazzi dei Quartieri Settecenteschi e gli operatori del G.A.A.S.
Benvenuto Grillo, Presidente del Gruppo di Azione e Animazione Sociale, ha espresso il suo più vivo compiacimento per la preziosa collaborazione con la società sportiva, importante connubio tra sport ed educazione, che permetterà ai ragazzi dei Quartieri Settecenteschi, appartenenti a nuclei familiari disagiati, di crescere in maniera sana e divertente, rincorrendo sogni e palloni su quei campi di calcio, di erba o di asfalto che siano, che non di rado sono scuola di vita. E talvolta terreno per un futuro migliore.
"Il calcio non è soltanto uno sport", ha sottolineato Grillo, "è uno strumento di educazione, di allenamento alla vita, di integrazione sociale e di apprendimento delle regole della convivenza civile".
Peppino Pavone si è rivolto ai ragazzi presenti, ponendo l’accento sulla “cultura sportiva” intesa come modo sano di intendere e di vivere il calcio, non solo come  passione e gioia di vincere e di giocare, ma come unione di intenti, accettazione della sconfitta, disciplina ed impegno nel raggiungimento di un obiettivo comune,  rispetto e lealtà contro ogni forma di violenza e di razzismo.
Ha tenuto inoltre a precisare ai presenti che la scuola calcio  non vuol essere una fabbrica di false illusioni o di vane promesse di carriera per quanti aspirano a diventare “giocatori professionisti”. "Certo", ha ammesso Pavone, "possono esserci giovani talenti come il caso di Giuseppe Colucci, ragazzo foggiano da anni affermato professionista della serie A",  ma questi sono casi che richiamano  il principio dell’ “Uno su mille ce la fa”.
I risultati e le soddisfazioni nella vita si ottengono solo con duro lavoro e sacrificio”, ha aggiunto il direttore sportivo, sottolineando che, spesso, a dover essere educati sono proprio i genitori che, anziché inculcare nei propri figli i sani valori dello sport come il rispetto dell'altro a prescindere dal suo colore e dalla sua provenienza, incitano i bambini a giocare solo per una prospettiva di arricchimento economico futuro.
Gianni Cagiano ha infine voluto evidenziare che la maggior parte dei talenti capaci di costruire con lo sport possibilità di riscatto sociale provengono proprio da contesti poveri, dalla strada o dai ghetti, laddove il calcio diventa uno strumento di affermazione dei propri diritti.
Noi ci auguriamo che, al di là del talento, il gioco del calcio possa rappresentare per i bambini dei Quartieri Settecenteschi un’opportunità piacevole per stare insieme ed apprendere, tra un fallo ed un goal, che la vera sconfitta non è perdere ma  arrendersi alla “partita” della vita, senza aver mai sudato né creduto di poter cambiare “il risultato” finale.
Qui di seguito un breve video che documenta l'evento. Buona visione a tutti!




Anna la Cecilia