lunedì 14 giugno 2010

L'INCANTESIMO DEGLI UOMINI BRUTI - LA VERA STORIA DI PARCO SAN FELICE


Qui di seguito la favola ideata dal G.A.A.S. per la "Giornata delle Associazioni", manifestazione conclusiva della Raccolta Fondi relativa al progetto "Un Euro per Parco San Felice", tenutasi lo scorso 13 Giugno 2010. La favola ha fatto da sfondo ai laboratori per bambini che hanno piantato nel parco "fiori nuovi", realizzati con cannucce, cartoncino e stecchini di legno per spiedini.  All'interno di una cornice spirituale di convivialità fraterna laicamente intesa come creatività progettuale, in cui tutta la città si è raccolta per far rinascere a nuova vita il polmone verde della città, ci piace citare Danilo Dolci, il poeta della maieutica, che in un suo dattiloscritto scrive "La giustizia di Gesù non è quella che incarcera il pover’uomo che, per sfamarsi con la famiglia, coglie alcuni grappoli d'uva dalle vigne di un feudo. E' la giustizia che costruisce le condizioni per cui ognuno possa sbocciare e, attraverso il proprio impegno, fiorire creatura irripetibile. La sua città già qui ed ora è impegnata a costruire nuova terra e nuovo cielo. Non tende ad essere l’omile ammorbato dai propri rifiuti, il luogo dello spreco, delle chiacchiere e del fumoso rumore, ma il luogo dell'incontro per valorizzare chi ha saputo guardare, chi cerca leggere nei volti degli alberi, dei fiori, dei semi, nei volti della gente più diversa (ogni volto esprime una vita ma risulta anche espressione di altri volti e di altra vita, risulta parabola); l'incontro di chi sa leggere nelle semine come nel volo degli uccelli, sa leggere su quali terreni si può fabbricare e su quali terreni si può seminare; il luogo dell'incontro di chi cerca vedere, e nel silenzio meditare, pure quanto l'occhio nudo non raggiunge. Una città dove i bambini possano esprimersi e siano rispettati, non scandalizzati e in infinite forme violentati - ove la scuola non atomizzi massificando. Non l'omile che aumenta le proprie dimensioni come una cisti presuntuosa e lussuosamente parassita, o predatrice, della campagna. Non l'omile in cui le folle ammassate, frastornate, per difendersi si ottundono incallendo le proprie percezioni, ma una città-territorio in cui il sociale comprenda non solo coloro che lavorano direttamente o indirettamente nella terra con la terra, ma anche animali, alberi e erbe, anche laghi e monti: verso la città terrestre. "


C’era una volta, ai tempi dei tempi, una piccola Lumaca che si chiamava Va…lentina. Viveva in un grande parco pieno di fiori colorati ed alberi da frutto.
Ogni mattina si metteva la sua casa in groppa e faceva lunghe passeggiate sull’erba alla ricerca di foglie da mangiare. Era ghiotta di foglie di fico, fragola e ciliegio. Non aveva mai conosciuto i suoi genitori ma era felice cosi perché aveva tanti amici e non si sentiva mai sola. Valentina infatti aveva un giardino immenso di amici: Fiorella, Margherita, Violetta, Rosa, Papavero, Tulipano, Iris e tanti altri. C’era la famiglia Abete, che ogni anno a Natale organizzava una grande festa all’aperto nel parco, poi c’era la famiglia Salice Piangente che era un po’ triste e nessuno sapeva il perché ed ancora c’era la famiglia Pino che aveva due bambini, Pigna e Pinolo. La lumaca Valentina era diversa da tutte le altre lumache del parco, che non sopportavano il sole e se ne stavano nascoste nei posti più umidi e bui. Passeggiavano soltanto di notte o dopo una grande pioggia. Lei invece amava trastullarsi al sole e veder luccicare dietro di sé la sua scia bavosa. Quando dopo tanto cammino arrivava finalmente al Parco Giochi si divertiva ad arrampicarsi sullo scivolo arrugginito, a dondolare sull’altalena rotta e a salire sulla rete sfilacciata dell’adiacente campo da calcetto. - “Chissà chi è stato a realizzare nel parco queste costruzioni” – pensava tra sé e sé Valentina - “Sarà stato Pan, il dio del parco…la vecchia Quercia mi ha detto che costruì il parco in 2 giorni ed il terzo si riposò….forse ha costruito lui le altalene e gli scivoli per riposarsi….”.
Tra un dondolo e l’altro si domandava se la leggenda degli Uomini Bruti che le aveva raccontato la sua amica Nella la Coccinella fosse vera o solo un brutto scherzo per farla diventare paurosa e chiusa come le altre lumachine. Secondo la leggenda un tempo il parco era abitato dalla Compagnia dei Gentili, uomini educati e amorevoli che amavano intrattenersi a giocare, correre o passeggiare nel prato, leggere libri sotto l’ombra degli alberi, fare picnic o pisolini sull’erba, parlare con fiori, alberi e foglie sotto il cielo stellato. Una sera d’estate furono tutti rapiti dalla Banda dei Vandali Bruti, uomini sgarbati e selvaggi che, dopo aver distrutto il parco giochi, l’anfiteatro ed il campo da calcetto, dove grandi e piccini si intrattenevano piacevolmente, trasformarono i Gentili in Salici Piangenti. Ma quello che più intimoriva Valentina era la parte finale della storia. La sua amica, raccomandandole di mantenere il segreto, le aveva confidato che secondo la leggenda gli uomini Bruti sarebbero tornati di nuovo, questa volta per distruggere il parco.
- “Io sono fiera di essere come sono, non mi farò certo intimorire da una simile stupidaggine” -pensò, mentre un brivido sulla schiena fece tremare come un terremoto la sua piccola casa a chiocciola.
Un giorno come tanti, mentre prendeva il sole stesa su una foglia, vide il cielo oscurarsi ed una grande ombra alzarla dal terreno.
- “Mi stanno rapendo gli ufo!!!”- Pensò, gridando aiuto, agitando le antenne spaventata.
Era pur sempre una lumaca, intelligente ma un po’ lenta a capire. In realtà quell’ombra nera che l’aveva rapita non era un alieno ma era la mano grossa e rozza di Barbaro, il capo della Banda dei Bruti. I Vandali erano tornati. La leggenda non era una favola inventata da Nella, era una storia vera. Fece appena in tempo a ricordarsi delle parole dell’amica che venne trasformata in un’automobile grintosa e velocissima. Le altre sue amiche lumache vennero strappate dalle loro tane e trasformate in un esercito infinito di macchine aggressive e fumanti. Improvvisamente l’erba si seccò, caddero i frutti e le foglie dagli alberi che furono tranciati e lasciati cadere al suolo, i fiori appassirono chinando mestamente il capo in giù. Panchine, parco giochi e campo da calcetto furono distrutti. La sua amica Nella e le altre coccinelle divennero grigi palazzi brutti e tetri. Dal giorno dell’incantesimo, nel parco, per lunghi anni, regnò una grande tristezza. Gli uccellini non cinguettavano più, i fiori e gli alberi non coloravano né profumavano più il parco. Si udivano solo il rombo fumante e aggressivo delle automobili e le urla sgraziate e sguaiate dei Vandali uscire come fetide eruttazioni dai finestrini delle macchine e dalle finestre dei palazzi. L’ aria era diventata irrespirabile. Gli Uomini Bruti erano i padroni supremi del parco, che nelle loro mani era diventato un letamaio sporco e degradato. Un bel giorno Felicetta, la Fata Verde dell’Erbetta, lesse sulla “Gazzetta Ecologica” che il Parco era stato invaso dai Vandali e con la sua bicicletta magica si precipitò sul luogo rompendo l’incantesimo. “ Abracadra trallallero trallallà via i vandali da qua”, urlò la fata alzando al cielo la sua bacchetta magica. In un battibaleno i fiori e gli alberi tornarono sorridenti, retti e fieri, così alti e felici da toccare il cielo con un dito. Le lumachine uscirono dall’ombra e si misero a seguire Valentina senza temere più il sole. Gli uomini Bruti furono trasformati in giochi nuovi per bambini. Anche gli uomini Gentili tornarono a popolare il parco, che fu felice di avere come amici i bambini e le famiglie, che da allora si presero cura del parco, piantando fiori nuovi ed innaffiando l’erba ogni giorno.
Era il 13 Giugno dell’anno della Lepre e fu una grande giornata di festa: gli alberi giocavano e cantavano con gli uomini Gentili, le foglie e l’erba si divertivano con i bambini facendo loro il solletico per vederli sorridere, le coccinelle saltellavano allegre ed anche il vento si mise a fischiettare e a far danzare i fiori. Il parco era tornato felice come un tempo, anzi di più, e da allora per ringraziare Felicetta gli uomini Gentili chiamarono il parco “Parco San Felice”, in onore della Fata che aveva liberato tutti dal nefasto sortilegio. Ancora oggi in quella data c’è qualcuno che vede i fiori e le foglie danzare, mentre una donna dai lunghi capelli verdi canta con i bambini la melodia del vento.





Anna la Cecilia

sabato 12 giugno 2010

DOMENICA 13 GIUGNO 2010: GIORNATA DELLE ASSOCIAZIONI

PER UN PARCO DAVVERO FELICE





A essere colpiti per primi da un leggero senso di spaesamento saranno i frequentatori abituali del polmone verde di viale Candelaro. I maniaci dello jogging, la mattina di domenica 13 giugno, si troveranno davanti ai loro occhi un Parco San Felice particolarmente vivo.


La prima Giornata foggiana delle Associazioni non sarà soltanto l’atto conclusivo del progetto Un euro per Parco San Felice, il mese di iniziative che ha coninvolto il mondo dell’associazionismo foggiano con l’obiettivo di raccogliere fondi per salvare la più grande area verde urbana della Capitanata. 
Sarà la festa di chi ha creduto in tutto questo (l’associazione Capitanata Futura) e di chi deciderà che per una domenica al mare si potrà attendere ancora una settimana. La maratona organizzata dall’ACLI, la biciclettata di Cicloamici, le attività per bambini curate da Musica È, Cerchio di Gesso e Associazione G.a.a.s. scandiranno il ritmo della mattinata. Ancora teatro nel pomeriggio, con Ecstrarte, l’associazione Solidaunia Teatro, l’intervento degli incorreggibili Giovanni Mancini e Michele Norillo. Poi la musica live, quella del mega-concerto finale. Si tira avanti fino a mezzanotte, tra rock, musica pop e d’autore. Gli scatti del Fotocineclub racconteranno la giornata, quella del luogo da salvare. Si spera non sia l’ultimo. 




i: uneuroperparcosanfelice.blogspot.com

Redazione VIVEUR

sabato 5 giugno 2010

SERATA DI PRESENTAZIONE DEL VIDEO "XII GIORNATA DI STRADA - OPERAZIONE SCURPIDDU" AL CYRANO E PETER PAN



Martedì 8 Giugno 2010, alle ore 21.00, presso il Fair Trade Pab Cyrano e Peter Pan serata di presentazione del video relativo alla XII Giornata di Strada dell'Operazione Scurpiddu, promossa dal G.A.A.S. lo scorso 11 Aprile 2010, in collaborazione con numerose associazioni locali.


“la città nuova inizia dove un bambino impara a costruire provando a rimpastare sabbia e sogni inarrivabili”. Con queste parole Danilo Dolci, sociologo attivista della non violenza, si fa portavoce di una visione profetica dell’educazione, intesa come pro-iezione, pro-getto, pro-vocazione. Per cambiare la realtà occorre prefigurarsi la trasformazione possibile, guardare avanti con  occhi pro-fondi e lungimeranti verso l’inedito e l’inarrivabile. Senza l’atto della visione non può esserci alcuna azione creativa di rinnovamento.
Questa tensione rigeneratrice e visionaria ha accompagnato i tre anni dell’ Operazione Scurpiddu, partita nel Marzo 2007 ad opera del G.A.A.S., e giunta alla sua XII Giornata di Strada.
L’evento, tenutosi lo scorso 11 Aprile, patrocinato dagli Enti Comune e Provincia di Foggia, è stato il frutto della preziosa collaborazione del Primo Circolo Didattico Nicola Parisi e di altre numerose associazioni territoriali e non  quali Ce.Se.Vo.Ca., Emergency, Libera, Alla Salute, Fratelli della Stazione, Il Girasole, Luditerraneo, Teatro dei Limoni, Auser, Clan Destino, Capitanata Futura e le Associazioni Animaliste Il Rifugio del Cane e Rambo. L’intento è stato quello di rendere partecipe la cittadinanza dei tre progetti di riqualificazione che interesseranno a breve tre immobili in stato di abbandono di pubblico dominio.
Abbiamo provato a raccontare con le immagini il sogno di una città nuova, cementata da una rete di relazioni quotidiane che giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, costruisce quella “Comunità visionaria”  che sarà domani ciò che oggi sogna.
Martedì 8 Giugno 2010, a partire dalle ore 21.00, al “Cyrano e Peter Pan Fair Trade Pub, in via Barra 45,  il G.A.A.S. è lieto di invitare la cittadinanza e le Associazioni che hanno preso parte all’iniziativa ad una serata di visione e condivisione del Video “XII Giornata di Strada – Operazione Scurpiddu”, realizzato da Sergio Grillo. Non poteva esserci cornice migliore per  rimpastare insieme sogni, solidarietà, cultura e sapori “ lì dove l’utopia diventa possibile grazie alla spada di Cyrano e all’innocenza di Peter Pan”.



Anna la Cecilia




Condividi questo articolo su facebook share su Facebook

lunedì 24 maggio 2010

V Giornata Interetnica: "Coloriamo il mondo"

C’è chi al posto degli occhi ha vuote fessure ed osserva il mondo rinchiuso dentro gabbie mentali piccole e buie.
C’è chi il mondo lo vede come un piccolo cosmo monocromatico, come  una lunga linea d’ombra che taglia in due il pianeta, buoni e cattivi, bianchi e neri, sopra e sotto.
C’e chi, invece, il mondo lo vede a colori, come un gigantesco ponte policromo su cui danzano insieme tutti i popoli della terra, come l’arcobaleno variopinto della bandiera della pace.
La prima visione si ferma ai Confini, la seconda va oltre, verso la Convivenza ed il rispetto reciproco tra differenti culture.
A celebrare quest’ultima visione inclusiva e multietnica della società ci hanno pensato anche quest’anno i Fratelli della Stazione con la V Edizione della “Giornata Interetnica”, svoltasi lo scorso  23 Maggio, in collaborazione con numerose realtà associative della città di Foggia.
Le molteplici comunità immigrate, residenti in Capitanata (Marocco, Albania, Polonia, Romania, Bulgaria, America Latina, Africa Subsahariana), hanno raccontato con tutti i sensi i loro costumi e tradizioni, invadendo allegramente la Villa Comunale, gremita di gente come non mai, con musiche, danze e stands culturali-gastronomici.
Una grande e lunga giornata di festosa convivialità tra autoctoni e stranieri in cui i giovani talenti della nostra Città hanno dipinto, cantato e raccontato il tema del multiculturalismo.
Anche l’Associazione G.A.A.S. ha fortemente voluto dare un proprio contributo alla manifestazione attraverso la realizzazione di un laboratorio denominato “Coloriamo il Mondo”, raffigurante le impronte variopinte dei bambini di tutte le etnie, che hanno dipinto con noi un “mondo a colori”.
I bambini, si sa, hanno un’anima bianca ed un cuore iridescente.
Noi adulti dovremmo imparare da loro.  
I bambini vedono lontano e colorato.
Al posto degli occhi hanno mani accoglienti che tutto abbracciano e tutto accolgono, non guardano il colore della pelle, si integrano spontaneamente con la sola mediazione del gioco, non badano alla lingua, comunicano con il linguaggio universale dei gesti.
Questa antica verità la conoscono benissimo i Fratelli della Stazione che rappresentano la parte nobile, fanciullesca ed ospitale della nostra città che, grazie ad iniziative come questa, a piccoli passi, si sta aprendo sempre più allo scambio interculturale.

Anna la Cecilia

Condividi questo articolo su facebook share su Facebook

martedì 18 maggio 2010

Un Euro per Parco San Felice


C’era una volta un Parco, il più grande della città, dove tanti bambini sgambettavano felici sul prato, correndo verso il parco giochi o verso il campo di calcetto, inseguiti dagli sguardi piacevolmente preoccupati di nonni e genitori. Al centro del Parco, nella zona adiacente l’Anfiteatro, c’era persino uno spazio su misura per band musicali e compagnie teatrali, per dare espressione alle esigenze creative dei giovani.
Quel Parco ancora oggi si chiama “Parco San Felice”, ma di fiabesco e felice ha ben poco.
Da diversi anni, infatti, nel polmone naturale della città di Foggia si respira aria di abbandono e degrado, incuria e vandalismo.
A cambiare il finale della favola e delineare nuovi scenari scende in campo il progetto  “Un euro per Parco San Felice”, promosso dall’Associazione Capitanata Futura e sposato dal G.A.A.S. insieme ad una vasta rete partecipativa, reticolo composito di risorse e creatività che dalla XII Giornata di Strada del G.A.A.S. dello scorso 11 Aprile 2010 ha continuato ad espandersi fino a contare oltre 50 associazioni cittadine a sostegno di una cultura della responsabilità sociale verso il patrimonio ambientale, artistico e culturale della collettività.
L’iniziativa si prefigge di restituire alla cittadinanza il parco giochi ed il campo di calcetto nonché di garantire la sorveglianza notturna del Parco per i mesi estivi, attraverso una Raccolta Fondi, partita lo scorso 13 Maggio, che mira a raggiungere la somma di 30.000 €, come da preventivo rilasciato dal Servizio Lavori Pubblici del Comune di Foggia.
I proventi confluiranno in un conto corrente bancario istituito presso la Banca Popolare Etica, le cui coordinate di riferimento per versare un contributo libero sono le seguenti: 800230 numero conto intestato a "1 euro per Parco San Felice" - Codice IBAN IT03R0501804000000000800230.
L’attività di Found Raising prevede un cartellone di eventi ed iniziative culturali della durata di un mese, che si concluderà il prossimo 13 Giugno 2010 con una Giornata Conclusiva di Animazione del Parco.
Per l’evento Parco San Felice si trasformerà in un suggestivo Palcoscenico a cielo aperto con una densa scaletta di eventi sportivi, performance artistiche e musicali,  giochi per bambini, mostre fotografiche e spettacoli teatrali.
L’auspicio è quello di elevare il parco da non-luogo bistrattato di passaggio a  piattaforma creativa e permanente che liberi l’arte dai luoghi chiusi, ospitandola in strada, in mezzo alla gente. Un’officina verde in cui cultura ed arte possano dialogare con la società.
Il sogno è coinvolgere i cittadini non solo nelle fasi di ristrutturazione e di compartecipazione economica previste dal progetto in questione ma anche nella cura, nel rispetto, nel presidio e nell’animazione del parco, affinchè il tempo non cancelli quanto oggi si sta cercando di costruire e questo ambizioso progetto non resti l’ennesimo tentativo mancato di “rianimare” il malandato cuore verde della città.
Per maggiori dettagli sul progetto si rimanda al blog creato ad hoc per l’iniziativa, ideato e curato da Anna la Cecilia ed Amedeo Zullo del G.A.A.S.,  visualizzabile al seguente link:

Anna la Cecilia

Condividi questo articolo su facebook share su Facebook

domenica 18 aprile 2010

PARTECIPARE PER INNOVARE - SUGGERIMENTI FORUM PUBBLICI SULLE LINEE DI GOVERNO

Cittadini, Istituzioni e Associazioni locali per la prima volta insieme. Questo il progetto ambizioso per una città intesa come struttura maieutica partecipata  e comunicante che si avvalga della mediazione sociale quale  strumento di coesione comunitaria. L’”operazione Scurpiddu”, partita nel Marzo 2007 con lo scopo di valorizzare il sapere di coloro che il disagio lo respirano ogni giorno e di mediare tra gli interessi delle istituzioni e quelli della collettività, è giunta al suo terzo anno di vita. Dopo tanto vagabondare per strada, pare che “Scurpiddu”, il piccolo personaggio di Capuana, orfano di padre e di madre, abbia finalmente trovato una casa pronta ad accoglierlo. Chiaro il riferimento ai progetti presentati di recente alla Regione Puglia dal Comune di Foggia, in partenariato con la Provincia di Foggia e l’Azienda Sanitaria Locale, per la riqualificazione di tre  strutture storiche della città quali l’ ex Gil di Via Matteotti, l’ex II Circoscrizione Cattedrale e l’ex Carcere di Sant’Eligio. Rispettivamente verranno riconvertite in un Centro di Mediazione Civile e Penale, un Centro Diurno per bambini ed un Dormitorio per senza fissa dimora. Con l’intenzione di continuare a promuovere processi trasparenti e partecipativi rispetto alle progettualità portate avanti dall’Amministrazione Comunale, Domenica 11 Aprile 2010, nel Piazzale Antistante la Palestra ex-Gil e nel cortile dell’adiacente Primo Circolo Didattico N. Parisi, si è tenuta la XII Giornata di Strada  promossa dal Gruppo di Azione e Animazione Sociale (G.A.A.S.) e patrocinata dagli Enti Comune e Provincia di Foggia, in collaborazione con numerose altre Associazioni locali quali Ce.Se.Vo.Ca., Emergency, Libera, Alla Salute, Fratelli della Stazione, Il Girasole, Luditerraneo, Teatro dei Limoni, Auser, Clan Destino, Capitanata Futura e le Associazioni Animaliste  Il Rifugio del Cane e Rambo.   
Partendo dalla buona prassi e dalle modalità interattive e progettuali dell’ “Operazione Scurpiddu”, le Associazioni partner intendono unirsi per lanciare la proposta della creazione di una “Casa delle Associazioni” quale corpo unico di solidarietà, promozione culturale e progettazione condivisa e partecipata, nonché “luogo comune” di lavoro e collaborazione tra differenti realtà associative. L’identificazione di una base logistica condivisa si rende indispensabile per la realizzazione di un altro progetto ambizioso promosso dal G.A.A.S.  durante la XII Giornata di Strada e sposato da numerose altre associazioni, relativo alla nascita di  Laboratori Urbani Partecipati (L.U.P.), presidi sociali permanenti, creativi e progettuali finalizzati alla rigenerazione urbana di tutti i ruderi e/o luoghi dismessi della Città. Come ben specificato nella Legge Regionale n. 21/2008 “Norme per la Rigenerazione Urbana” occorre promuovere” la rigenerazione di parti di città e sistemi urbani in coerenza con strategie comunali e intercomunali finalizzate al miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, ambientali e culturali degli insediamenti umani mediante strumenti di intervento elaborati con il coinvolgimento degli abitanti e di soggetti pubblici e privati interessati”. Questi strumenti, necessari per avviare un processo di coinvolgimento diretto della cittadinanza nell’elaborazione di progetti realmente utili alla collettività, sulla base e nel rispetto dei bisogni peculiari di ogni area della città, vanno individuati nelle Organizzazioni Autonome di Cittadini, organizzazioni civiche di cittadinanza attiva che, come recita la Carta Europea della Cittadinanza Attiva  “lavorano per la difesa dei diritti dei cittadini e/o per la cura dei beni comuni attraverso attività di tutela e gestione di servizi”. Ad esse si affiancano le Consulte dei Cittadini ossia organismi istituzionali interni all’amministrazione comunale, presiedute dai rappresentanti delle associazioni territoriali quali portavoce delle istanze della gente.
Palazzo di Città e Casa delle Associazioni insieme per abitare” la città abbandonata”, affinchè tutti i cittadini si riapproprino della capacità di abitare attivamente il proprio territorio, lavorando insieme alla costruzione del “bene comune”.

In sintesi, secondo linee programmatiche già concertate e condivise da oltre 20 Associazioni, proponiamo alle Istituzioni locali :
  • L’individuazione di una struttura da adibire a “Casa delle Associazioni”, da co-gestire sulla base della stesura di uno Statuto condiviso
  • La promozione di Laboratori Urbani Partecipati permanenti sui beni dismessi della città
  • La promozione e diffusione di Consulte ed Organizzazioni Autonome di Cittadini

Anna la Cecilia - G.A.A.S.

Condividi questo articolo su facebook share su Facebook

giovedì 15 aprile 2010

LA CITTA' COME LABORATORIO MAIEUTICO PROGETTUALE



“Libertà è partecipazione”, cantava  nel lontano 1972 Gaber  che, di naso,  certamente ne aveva.
Negli ultimi tempi la parola partecipazione sembra essere un colorato slogan di tendenza che scorre scintillante sulla bocca di tutti. Ma quante forme di facciata e quante di azione-partecipata autentica sussistono  nel sistema  pubblico decisionale? Esistono infatti diversi gradi di partecipazione. Si passa dall’informazione/comunicazione alla consultazione fino ad arrivare al coinvolgimento attivo inteso come concertazione allargata. A tal proposito, le direttive dell’Agenda 21 prevedono la costituzione all’interno degli organi istituzionali di Consulte di cittadini, ossia organismi interni di partecipazione e controllo delle decisioni pubbliche. Quest’ultima fase prevede la reale possibilità da parte dei cittadini di influire sulle scelte di natura pubblica. Ha a che fare, dunque, con il potere di pensare, prendere decisioni, progettare e realizzare “con” piuttosto che “per”. Aldo Capitini aveva coniato il termine “omnicrazia” inteso come potere di tutti e controllo dal basso. Una serie di domande sorgono spontanee alla luce di queste “compartecipate” considerazioni: a quale gradino della scala della partecipazione sociale ci siamo fermati? Cosa fare per far diventare la rete, altra parola spesso abusata ed astratta, una struttura comunicativa concreta che unisca e sostenga i bisogni della collettività piuttosto che un sistema articolato di strappi ed elementi disgregati che fa acqua dappertutto? Qual è la domanda giusta principale che dobbiamo porci, prima ancora della risposta giusta, per attraversare il “ponte screpolato”che dalla città murata ed estranea ci conduca alla città intesa come bene comune?   In principio  non c’è il verbo ma un solenne e ricurvo punto interrogativo.  La domanda è l’unico vero motore del cambiamento. Soprattutto se articolata da una molteplicità di voci. Dalla staticità delle opinioni certe ed indiscutibili innesca processi dialettici di autoriflessione, di ricerca, di costruzione di significati, di rigenerazione personale, sociale e culturale.
 Lo sapeva bene Danilo Dolci che nel suo “Manifesto” invitava a “promuovere iniziative in cui ognuno possa esprimersi per riconoscere i propri bisogni concreti; provocare analisi, confronti e verifiche costruendo esperienze che educhino ognuno ad organizzarsi, valutare, scegliere, controllare ed imparare a sperare senza illudersi; suscitare autoanalisi coi giovani, iniziative specifiche, processi di ricerca-azione e di riflessione per identificare quali siano le condizioni per lo sviluppo di strutture che favoriscano il concretamento dell’intelligenza, della creatività personale e di gruppo, compresa la capacità di scegliere, decidere, annunciare, agire” . E’ dal dialogo fluente ed interrogante,  dunque, tra i diversi saperi di cui ciascuno è portatore che sgorgano le risorse necessarie per far fronte collettivamente ai problemi sociali.
 La XII Giornata di Strada del G.A.A.S., organizzata con la collaborazione di numerose associazioni locali e con il patrocinio degli Enti Comune e Provincia di Foggia, tenutasi lo scorso 11 Aprile 2010 nel cortile del Primo Circolo Didattico Nicola Parisi adiacente alla ex palestra della Gioventù Italiana, ha voluto porre la prima pietra per la costruzione di un modello di partecipazione multidirezionale che, partendo dal sapere degli abitanti e dallo scambio tra questi ultimi, le istituzioni e le associazioni locali, possa trasformare l'assuefazione al degrado socio-urbano-culturale in riappropriazione creativa  e dignitosa del governo della propria vita e della propria città, nonché migliorare la qualità delle strutture amministrative. Sebbene ancora al primo gradino siamo ben intenzionati a percorrerla tutta l’insormontabile scala della partecipazione sociale. Sempre dal basso ma sempre più verso l’ alto, verticalmente, nel rispetto della dimensione orizzontale e paritaria dei rapporti.
La manifestazione ha inteso valorizzare, socializzare e rendere trasparenti  tre progettualità istituzionali in itinere che a breve vedranno la riqualificazione di tre immobili storici in disuso della città di Foggia, in un processo di scambio reciproco in cui, a sua volta, l’amministrazione comunale ha accolto le idee e le proposte delle associazioni locali.  I laboratori realizzati nel corso della XII Giornata di Strada, attraverso il linguaggio universale del gioco, hanno coinvolto non solo numerose famiglie e bambini ma anche il Sindaco, il Vice Sindaco e gli Assessori all’Urbanistica e alle Politiche  Sociali, che si sono “messi in gioco” in un  vortice di musica e colori.  Per l’occasione è stata infatti predisposta una mappa gigante raffigurante i tre  edifici dismessi (Ex-Gil, ex II Circoscrizione Cattedrale ed ex Carcere di Sant’Eligio). Grazie alla gentile collaborazione degli architetti Alessia Cordisco e Pierluigi Maria Bovi, per ognuno di questi ruderi è stato realizzato un plastico, al cui interno adulti e bambini hanno inserito biglietti con relativi desideri ed aspettative, per poi farli volare con variopinti palloncini ad elio. Emozionante il taglio del filo, eseguito dal Sindaco Gianni Mongelli, sommerso dalle urla dei bambini, cui ha fatto seguito il faticoso “decollo” dei tre piccoli modellini. I grandi sogni, si sa, hanno un peso e sono sempre legati ad un  filo sottile che lega la realtà immobile al futuro ancora possibile.
Un altro suggestivo laboratorio ha visto la realizzazione di un grande striscione affisso simbolicamente sulla facciata della ex Gil al termine della Giornata, le cui impronte colorate delle mani lasciate da adulti e bambini sul telo bianco, hanno voluto esprimere il diritto dei cittadini di “mettere le mani sui beni comuni ” nonché la volontà di imprimere un segno evidente e pregnante su un tessuto sociale sfilacciato che non da il giusto peso e riconoscimento ai pensieri ed ai bisogni dei singoli individui.
La mediazione sociale, promossa dall’” Operazione Scurpiddu” partita nel Marzo 2007,  si pone appunto l’obiettivo di ricucire i legami sociali promuovendo nuovi e più costruttivi rapporti tra cittadini, istituzioni ed associazioni, funzionali ad una progettazione condivisa che tenga conto delle questioni sollevate e delle soluzioni proposte da ciascuna parte sociale. Il G.A.A.S. e la Cooperativa Sociale Scurpiddu hanno coinvolto i cittadini nell’analisi dei bisogni e nelle fasi progettuali che hanno condotto al progetto C.I.S.I., Centro di Integrazione Socio Istituzionale, presentato anni or sono alle istituzioni, che oggi hanno tenuto conto del lavoro svolto in tre anni dalle due realtà associative. L’Operazione Scurpiddu non è una favola, come quella omonima di Capuana, ma come tutte le favole ha una morale o meglio una regola etica universale: Istituzioni e cittadini devono sostenersi a vicenda, interfacciarsi e cooperare costantemente per il bene della collettività, non farsi la lotta. E questo è possibile solo se le associazioni si assumono il ruolo di “ponte mediatorio” tre le parti.  Ogni parte, infatti, ha il proprio fardello che solo se portato insieme diviene più leggero e rende possibile il volo. Lo stesso Sindaco,  commentando la giornata di strada lontano da telecamere e riflettori, ha affermato che a fronte della grave crisi finanziaria che sta prosciugando ulteriormente le già dissanguate casse del Comune di Foggia, eventi come questo rappresentano una vera e propria “trasfusione di sangue”, una dose di emozioni che rimette in circolo positività ed energia.
Le modalità interattive e progettuali dell’Operazione Scurpiddu, vogliono essere appunto un modello di maieutica reciproca popolare capace di coinvolgere direttamente la cittadinanza nell’elaborazione di progetti realmente utili alla comunità, sulla base dei bisogni specifici di ogni area della città, alleggerendo ed ottimizzando il lavoro dell’amministrazione comunale. Come recita la “Carta Europea della Cittadinanza attiva” ogni individuo ha il diritto di partecipare attivamente e direttamente, attraverso le Organizzazioni Autonome di Cittadini  (OAC), alla vita pubblica nonché di contribuire alle decisioni fin dall’inizio e non dopo che queste siano state già prese. Allo stesso modo occorre che le istituzioni  incoraggino le attività delle OAC, impegnandosi a rendere più chiare e trasparenti le loro attività, a sostenerle e a collaborare con loro a progetti comuni.
Ed è quanto auspicato da tutte le associazioni che, coralmente, hanno preso parte alla XII Giornata di Strada. Unite all’interno di una tanto simbolica quanto tangibile rete reciproca di scambio, il mondo associazionistico intende promuovere Laboratori Urbani Partecipati (LUP)  ossia presidi sociali permanenti e mobili che facciano rinascere dalle ceneri tutti i ruderi della città. Progetto complesso e di difficile attuazione nei suoi tempi e nelle sue modalità, per una Città intesa come struttura maieutica partecipata in cui ciascuno possa riconoscere la propria “impronta”. Perché come recita lo striscione della Giornata di Strada, “sui beni della collettività mettiamo noi le mani”. Firmato i cittadini.



 Anna la Cecilia

Condividi questo articolo su facebook share su Facebook

martedì 13 aprile 2010

Un centro per senzadimora all'ex carcere Sant'Eligio - articolo FoglioDiVia

Un dormitorio per i senzafissadimora. Un centro diurno per minori. Un centro di integrazione socio-istituzionale con tanto di centro antiviolenza, centro di ascolto per le donne e ufficio di mediazione in ambito civile e penale. Tre progetti inoltrati alla Regione Puglia per intercettare i finanziamenti destinati alla riqualificazione di altrettante strutture storiche in disuso. Il primo progetto è stato presentato dall’Ipab di Foggia e prevede la ristrutturazione dell’ex-carcere femminile di Sant’Eligio per trasformarlo in un centro di accoglienza per i senza fissa dimora. Gli altri due progetti, invece, sono stati presentati all’Ente di Via Capruzzi dal Comune di Foggia, che ha fatto tesoro delle indicazioni avanzate dal G.A.A.S (Gruppo di Azione e Animazione Sociale).

L’obiettivo è chiaro: restituire alla città plessi storici ormai in stato di degrado ed abbandono. Come? Portando a nuova vita l’ex palestra Gil riqualificandola in centro di integrazione socio-istituzionale con tanto di centro antiviolenza, centro di ascolto per le donne e ufficio di mediazione in ambito civile e penale. E ancora: trasformando la seconda circoscrizione di via Frascolla in centro diurno per minori. E soprattutto: ristrutturando l’ex-carcere femminile di Sant’Eligio in un centro per senzafissadimora. Per questo, il G.A.A.S. ha organizzato domenica 10 aprile la XII Giornata di Strada, un’occasione per mettere insieme realtà associative impegnate nel sociale e creare un momento di condivisone con le istituzioni al fine di favorire «una logica di trasparenza che porti a capire cosa si intende fare dei tre progetti che a breve riceveranno i finanziamenti. E questo – spiega Benvenuto Grillo, responsabile del G.A.S.S – per evitare che gli indirizzi di queste progettualità vengano calati dall’alto senza promuovere forme di discussione partecipata. Anche se questa Amministrazione Comunale dà molto spazio alla partecipazione delle realtà associative».

Poveri, senzatetto, Fratelli della Stazione, FogliodiVia, sono ovviamente interessati a capire il destino dell’ex carcere di Sant’Eligio. Quanti posti letto avrà? Come funzionerà? Chi lo gestirà? Andrà a sostituire o a supportare il lavoro di accoglienza del Conventino gestito dalla Caritas, la cui convenzione con l’Ipab dovrebbe scadere nel 2011? Lo abbiamo chiesto a Pasquale Pellegrino, assessore comunale alle Politiche Sociali, presente nel corso della XII Giornata di Strada. Ma l’assessore non si è sbottonato molto - forse anche per via del freddo e del cattivo tempo che ha contraddistinto la giornata - ed ha semplicemente detto che il progetto «per i senzafissadimora è stato presentato dall’Ipab. Il Comune ha dato solo l’OK, ma non sappiamo di quanti posti potrà disporre. Sappiamo con certezza – aggiunge l’assessore Pellegrino – che al Conventino di Via Orientale continuerà a funzionare la mensa per i poveri. La struttura dell’ex carcere di Sant’Eligio sarà completamente ristrutturata e riqualificata, in modo da poter sfruttare i due piani. Al termine dei lavori, andrà ad aggiungersi nella ‘rete’ dei servizi sociali a disposizione del Comune». Insomma, per capire come andrà a finire non rimane che aspettare ancora un po’. O chiedere anche al presidente dell’Ipab qualche informazione. Intanto, i poveri devono sapere che il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, intende portare avanti le idee proposte dal candidato virtuale Antonio Barbone nel corso della passata campagna elettorale. Il sindaco, infatti, si è avvicinato al tavolino dei Fratelli della Stazione e – lontano da telecamere, cronisti e taccuini – ha confermato: «Non mi sono dimenticato. Continuerò a lavorare». Noi ne siamo sicuri. L’attuazione della Via per i Poveri è stato un segnale preciso del nostro primo cittadino: sta dalla parte degli ultimi. Nessun altro sindaco, in questi ultimi 15 anni, aveva mosso un dito per i senzafissadimora. Lui, nel giro di pochi mesi, ha già restituito i diritti a che non ne aveva più. E non è poco.

emiliano

lunedì 12 aprile 2010

Tante famiglie alla XII Giornata di strada - articolo Teleradioerre


Il forte vento e il calo delle temperature non hanno bloccato le tante famiglie che questa mattina hanno partecipato alla XII Giornata di Strada che si è svolta all'interno del cortile del Primo Circolo Didattico 'N.Parisi'. L'iniziativa promossa dal G.A.A.S. in collaborazione con molte altre associazioni tra cui Emergency, Fratelli della Stazione e Teatro dei Limoni, quest'anno ha visto anche la partecipazione delle istituzioni, sia Comune che Provincia. Giochi, musica e laboratori ludico-creativi hanno fatto da sfondo alla tematica della giornata ossia la condivisione con la cittadinanza dei tre progetti recentemente presentati alla Regione Puglia dal Comune di Foggia, che prevedono la riqualificazione di tre strutture storiche in disuso. La prima è la ex Gil che dovrebbe trasformarsi in centro di integrazione socio-istituzionale con tanto di centro antiviolenza, centro di ascolto per le donne e ufficio di mediazione in ambito civile e penale per un finanziamento complessivo di 1milione e 500mila euro. Il secondo progetto prevede invece la trasformazione della seconda circoscrizione di via Frascolla in centro diurno per minori. In questo caso il finanziamento richiesto è di 500mila euro. A questi si aggiunge un terzo piano presentato dall'IPAB che intende fare dell'ex carcere di San'Eligio un centro di accoglienza per i senza fissa dimora. I tre progetti sono stati approvati e i finanziamenti dovrebbero arrivare a breve.


Marzia Campagna